1 agosto 2018

Il calcolo dell’IVA su zanzariere, schermature solari e componenti accessori al serramento

Con la Circolare n. 15/E del 12 luglio 2018, l’Agenzia delle Entrate chiarisce come esporre in fattura le aliquote sull’IVA per la vendita dei serramenti e dei loro componenti accessori. La casistica riguarda interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria eseguiti su immobili a prevalente destinazione abitativa privata.

È noto che in caso di fornitura di serramenti con eventuale posa, l’IVA può essere del 4%, 10%, 22% o mista 10-22%. Inoltre fino a oggi si sapeva che l’esecutore dei lavori può utilizzare un regime IVA agevolato (attualmente al 10%) sulle prestazioni di servizio e sui beni necessari a realizzare l’intervento.

Tuttavia quando il rivenditore di serramenti, il produttore o l’appaltatore, fornisce beni di valore significativo (elencati nel DM 29 dicembre 1999 e tra i quali sono compresi gli infissi esterni e interni), l’aliquota ridotta si applica soltanto fino a concorrenza del valore dell’intera prestazione, considerato al netto del valore dei beni stessi. In sostanza sottraendo dall’imponibile totale il valore dei beni significativi.
Sul valore residuo degli stessi beni, IVA si applica nella misura ordinaria (oggi al 22%). In altre parole se il valore del bene significativo non supera la metà del valore dell’intera prestazione, resta interamente soggetto ad aliquota IVA al 10%. Dopo anni di dubbi e incertezze,  la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate oggi specifica con precisione quale aliquota IVA applicare a tutti i componenti forniti insieme ai serramenti – in quanto parti autonome rispetto ai beni significativi – e come esporli in fattura.

Nell’elenco del DM 29 dicembre 1999 non compaiono per esempio le zanzariere, le veneziane, le tende da sole, i controtelai, i monoblocchi termoisolanti, le tapparelle, gli scuri, le grate di sicurezza, e neppure i coprifili, i controdavanzali, i sigillanti, le schiume né le guaine. Tutti questi prodotti sono individuati come parti staccate dall’infisso e godono dell’aliquota IVA ridotta al 10%.

La Circolare specifica però che le parti staccate dei beni significativi fornite insieme a questi ultimi, per non essere ricomprese nel valore dell’infisso e godere quindi del regime di IVA agevolata, devono assumere rilevanza autonoma. Altrimenti, se fossero componenti strutturalmente integrati al bene significativo e concorressero alla normale funzionalità dell’infisso, devono confluire nel valore del predetto bene. Per l’applicazione dell’aliquota ridotta al 10% bisogna quindi verificare l’autonomia funzionale delle parti accessorie rispetto al serramento. Il criterio da adottare per l’individuazione degli accessori dotati di autonomia non è l’inamovibilità o la tipologia del sistema di fissaggio della parte staccata, ma che si tratti o meno di elementi senza i quali l’infisso non potrebbe funzionare. Conviene in questo caso, per evitare contestazioni, evidenziare in fattura la presenza di componenti accessorie non strutturalmente integrate al serramento.

Qualora invece l’intervento di manutenzione riguardasse la sola componente staccata (senza la presenza in fattura del serramento) non vi sarebbe alcun dubbio: l’IVA da applicare è ridotta al 10% sia per la prestazione sia per la fornitura.

La Risoluzione 15/E specifica inoltre che le zanzariere, le tapparelle e gli altri sistemi oscuranti – come i frangisole, le veneziane e gli scuri – qualora non siano strutturalmente integrati negli infissi (come ad esempio le veneziane inserite nei vetri camera) non rientrano tra i beni significativi e sono soggette ad IVA al 10%. Le grate di sicurezza sono invece, in ogni caso, funzionalmente autonome rispetto agli infissi, senza la necessità di evidenziare tale caratteristica in fattura.

 

Come calcolare il valore dei beni significativi

Per determinare il valore del bene significativo, da esporre distintamente in fattura, l’esecutore di un serramento deve prendere in considerazione unicamente i costi derivanti dalla produzione del bene stesso – le materie prime e la manodopera impiegate, gli ammortamenti dei macchinari e dei capannoni, gli affitti e i costi di manutenzione – escludendo i costi generali, amministrativi e di distribuzione.

Nel caso invece di un fornitore che acquisti il prodotto da terzi, il valore del serramento non può essere inferiore al suo prezzo di acquisto, come risultante dai documenti di acquisto.

Merita quindi sottolineare che, in ogni caso, il ricavo del prestatore d’opera (il cosiddetto margine di ricarico o mark-up) non rientra nella definizione del valore del bene significativo, e resta quindi soggetto ad aliquota IVA al 10%.

 

DOWNLOAD
Guida per il serramentista
al calcolo dell’IVA

(PDF 200 kB)

 

Modalità di fatturazione

Innanzitutto la Risoluzione chiarisce che nel caso la prestazione si svolga nell’ambito di un intervento di restauro, di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia (i cosiddetti interventi pesanti, individuati nel Testo Unico per l’Edilizia, DPR 380/2001) realizzati su qualsiasi tipologia di immobile, l’IVA applicabile è sempre ridotta al 10%.

Nel caso invece di interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria eseguiti su immobili a prevalente destinazione abitativa privata, qualora i beni siano forniti da un soggetto diverso da chi esegue la posa, o vengano acquistati direttamente dal committente, risultano sempre soggetti a IVA ordinaria al 22%.

Come invece capita più frequentemente in caso di opere di manutenzione, se la prestazione riguarda sia la fornitura sia la posa, oltre al corrispettivo complessivo la fattura deve indicare distintamente il valore dei beni significativi forniti, così da separarli dagli altri il cui valore confluisce nella prestazione di servizi, senza ulteriore indicazione.

 

Esempi di fatturazione

Ipotesi 1
Il valore del bene significativo non supera la metà del valore dell’intera prestazione.

Un rivenditore di serramenti fornisce e sostituisce una finestra e altri accessori in un alloggio residenziale. La finestra è stata comprata dal serramentista per € 700 e rivenduta al committente per € 900. Sono contestualmente forniti i seguenti componenti: un cassonetto coibentato con avvolgibile motorizzato per € 300; una zanzariera per € 150; coprifili e controdavanzale per € 100; una grata di sicurezza per € 100. Il servizio di posa è valutato in € 300.

FATTURA

1 serramento (bene significativo)*
€ 700,00

1 cassonetto coibentato con avvolgibile e motore (non strutturalmente integrato al serramento)
€ 300,00

1 zanzariera (non strutturalmente integrata al serramento)
€ 150,00

Coprifili e controdavanzale (non strutturalmente integrati al serramento)
€ 100,00

1 grata di sicurezza
€ 100,00

Posa e servizi**
€ 500,00

IMPONIBILE TOTALE
€ 1.850,00

IVA 10% sulle parti autonome, posa e servizi (pari a € 1.150)
€ 115,00

IVA 10% sul bene significativo (pari a € 700)
€ 70,00

CORRISPETTIVO TOTALE
€ 2.035,00

* bene significativo, riportato al netto del ricavo
** servizio di posa + ricavo (= € 300 + € 200)

 

Ipotesi 2
Il valore del bene significativo è superiore alla metà del valore dell’intera prestazione.

Un produttore di serramenti fornisce e sostituisce una portafinestra e altri accessori in un alloggio residenziale. I costi generali di produzione sostenuti dal serramentista risultano pari a € 1.400. La portafinestra è rivenduta al committente per € 2.000. Sono contestualmente forniti i seguenti componenti: una persiana per € 350; coprifili per € 50. Il servizio di posa è valutato in € 250.

FATTURA

1 serramento (bene significativo)*
€ 1.400,00

1 persiana (non strutturalmente integrata al serramento)
€ 350,00

Coprifili (non strutturalmente integrati al serramento)
€ 50,00

Posa e servizi***
€ 850,00

IMPONIBILE TOTALE
€ 2.650,00

IVA 10% sulle parti autonome, posa e servizi (pari a € 1.250)
€ 125,00

IVA 10% su quota parte del bene significativo (pari a € 1.250)
€ 125,00

IVA 22% sulla parte residua del bene significativo (pari a € 150)
€ 33,00

CORRISPETTIVO TOTALE
€ 2.933,00

* bene significativo, riportato al netto del ricavo
*** servizio di posa + ricavo (= € 250 + € 600)

 


Ipotesi 3
La prestazione riguarda la sola fornitura e posa di accessori al serramento.

Un rivenditore fornisce e installa 1 zanzariera per € 150 e 1 tenda da sole per € 200, sostituisce inoltre una maniglia per € 50. Il servizio di posa è valutato in € 150.

FATTURA

1 zanzariera
€ 150,00

1 tenda da sole
€ 200,00

1 maniglia
€ 50,00

Servizio di posa
€ 150,00

IMPONIBILE TOTALE
€ 550,00

IVA 10% su accessori e posa
€ 55,00

CORRISPETTIVO TOTALE
€ 605,0

 

Comportamenti pregressi

La Risoluzione 15/E fornisce unicamente chiarimenti di natura interpretativa sull’applicazione dell’IVA quindi, non essendo una nuova disposizione di legge, ha naturalmente efficacia retroattiva. Nella sua conclusione inserisce però una sorta di sanatoria, che prevede la prescrizione di qualsiasi comportamento difforme tenuto fino a tutto il 2017. Introduce altresì una clausola di salvaguardia che impedisce al contribuente la richiesta di eventuali rimborsi dell’IVAa versata in eccedenza sulle operazioni precedentemente effettuate.

 

Conclusioni

Nel caso di interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria eseguiti su immobili a prevalente destinazione abitativa privata l’aliquota IVA da applicare alla fornitura e contestuale posa degli infissi è pari al 10%, sia sui beni che sui servizi. Fanno eccezione i beni di valore significativo, che vanno puntualmente distinti in fattura, la cui aliquota IVA rimane al 22% per la parte eccedente al valore degli altri servizi che compongono l’imponibile totale. Il Legislatore ha infatti previsto la possibilità di applicare l’aliquota IVA al 10% anche alla quota parte del valore dei beni significativi pari alla somma del servizio offerto e delle parti staccate fornite nel medesimo intervento.

Per stabilire che un componente non sia strutturalmente integrato all’infisso è sufficiente dimostrare che possa essere sostituito senza incidere sul funzionamento del serramento e dichiarare in fattura che si tratta appunto di componenti accessorie “non strutturalmente integrate al serramento”. Tale dichiarazione non è necessaria per le grate di sicurezza.

Nella compilazione della fattura il margine di ricarico può essere inglobato nella voce della manodopera o evidenziato come servizio.

 


Articolo di Alessandro Palazzo
​Architetto. Consulente energetico CasaClima, esperto in riqualificazione energetica degli edifici. È professore presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Dal 2010 è tra i consulenti della Commissione Europea per il JRC Centro Comune di Ricerca di Ispra (Varese).

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