12
May
2026
Parlare di comfort abitativo oggi significa parlare del modo in cui viviamo gli spazi, soprattutto durante le estati in città: ambienti esposti per molte ore al sole, superfici vetrate non schermate e temperature urbane elevate incidono sul rapporto tra luce, calore, architettura e benessere.
Il comfort non nasce per caso e non arriva dopo, a impianto acceso, quando il problema è già comparso. Si costruisce prima, attraverso scelte progettuali corrette e dispositivi capaci di governare la luce naturale e l’irraggiamento solare. È qui che le schermature solari entrano al centro del progetto.
Per troppo tempo ci siamo abituati a pensare che il surriscaldamento degli ambienti fosse una condizione quasi inevitabile: stanza troppo calda, condizionatore acceso; facciata vetrata esposta per molte ore, raffrescamento potenziato; pomeriggio invivibile, maggiore potenza impiantistica. È una risposta diffusa, ma non la più saggia, perché non elimina la causa del problema: interviene soltanto dopo.
Le schermature solari agiscono invece nel momento giusto. Intercettano, riducono o modulano l’energia radianteprima che attraversi il vetro e contribuisca a surriscaldare gli ambienti. Non rincorrono il caldo, lo prevengono.
Durante la stagione estiva la radiazione solare può incidere in modo determinante sul comportamento degli edifici, soprattutto quando superfici esposte e vetrate non schermate favoriscono l’ingresso e l’accumulo di calore. Le schermature sono tra le strategie più efficaci per ridurre il rischio di surriscaldamento e migliorare la qualità degli ambienti.
Il tema è particolarmente evidente nelle città densamente costruite, dove l’asfalto, le pavimentazioni continue, i materiali che accumulano calore e la scarsità di ombra rendono più difficile il raffrescamento naturale, soprattutto nelle ore serali e notturne. Milano lavora da tempo su questo fronte anche nelle proprie politiche urbane, richiamando esplicitamente il fenomeno dell’isola di calore e la necessità di azioni di raffrescamento urbano; nei materiali comunali, l’obiettivo di raffrescamento urbano viene indicato anche in relazione a un abbassamento della temperatura fino a 2 °C entro il 2050. Non è un dettaglio: il caldo urbano espone gli abitanti a condizioni più gravose, soprattutto nei contesti con meno verde, meno ombra e minore ventilazione naturale.
In questo contesto l’architettura incide moltissimo: la presenza del verde, l’inerzia dei materiali, la ventilazione naturale. Ma soprattutto incidono in maniera decisiva le superfici trasparenti e il modo in cui vengono protette.
Il vetro è un materiale prezioso: porta luce, relazione con l’esterno, qualità percettiva, comunica trasparenza e pulizia. Non si tratta di metterlo sotto accusa. Ma una superficie vetrata non controllata, nei mesi caldi, può trasformarsi da risorsa a criticità: abbagliamento, aumento delle temperature interne, disagio abitativo, maggiore dipendenza dagli impianti.
C’è però un aspetto di cui si parla ancora troppo poco: quando grandi superfici trasparenti o riflettenti restano esposte per molte ore all’irraggiamento estivo, il problema non riguarda soltanto ciò che accade all’interno. Una parte della radiazione viene trasmessa, una parte riflessa, una parte rimandata verso lo spazio esterno, verso i marciapiedi, verso le corti urbane e, in alcuni casi, anche verso gli edifici vicini. In altre parole, una facciata vetrata non governata può contribuire non solo al surriscaldamento dell’ambiente che racchiude, ma anche ad aumentare la sensazione di calore del contesto circostante.
Per questo le schermature non dovrebbero mai essere considerate un elemento accessorio o puramente decorativo. Sono dispositivi di protezione solare che consentono di:
Questo approccio le rende una soluzione completa, non soltanto energetica ma anche architettonica e funzionale.
Un equivoco da superare riguarda il rapporto tra schermature e condizionamento. Il climatizzatore può essere utile, in alcuni periodi necessario. Ma non dovrebbe rappresentare la prima e unica risposta al caldo.
Il raffrescamento estivo comporta un fabbisogno energetico significativo. Per questo, ridurre l’ingresso del calore prima che si accumuli negli ambienti è spesso più efficace che intervenire soltanto dopo, affidando tutto agli impianti. In presenza di superfici esposte e vetrate non schermate, i sistemi schermanti sono tra le strategie passive più efficaci per contenere l’innalzamento delle temperature interne.
E qui si apre un tema più ampio, che oggi non può più essere ignorato: quello della sicurezza energetica. La International Energy Agency, cioè la IEA, ricorda che nei momenti di tensione dell’offerta energetica i Paesi devono poter reagire non solo con scorte e misure di emergenza, ma anche con strategie di contenimento della domanda. Il termine tecnico è demand restraint: significa, in sostanza, ridurre o frenare i consumi quando il sistema energetico entra in tensione.
Questo non significa prevedere scenari di razionamento, ma prendere atto di un principio semplice: l’energia non va sprecata. In questo quadro, limitare i fabbisogni estivi degli edifici prima di affidarli interamente agli impianti diventa una scelta di comfort, efficienza e responsabilità. Anche per questo le schermature solari assumono un valore che va oltre il benessere indoor: sono un presidio di intelligenza energetica.
Anche a livello nazionale, questo principio trova riscontro nei meccanismi internazionali di sicurezza energetica: l’Italia dispone di scorte petrolifere di sicurezza commisurate a 90 giorni di importazioni nette. È un elemento di tutela importante, ma proprio per questo invita a usare l’energia con maggiore consapevolezza.
La schermatura è una forma di intelligenza progettuale: ridurre il fabbisogno prima ancora di aumentare la potenza. Una logica antica, propria della buona architettura di sempre: il sole estivo va gestito all’esterno, non combattuto quando è già entrato.
Lo sapevano bene gli edifici costruiti con misura, quelli dotati di persiane, tende, logge, porticati, alberature, aggetti. Non era una rinuncia alla luce. Era il modo corretto di dosarla.
Dal controllo delle superfici vetrate alla qualità quotidiana degli spazi, una schermatura ben progettata moltiplica i vantaggi. Aiuta a rendere più stabili le temperature interne, a dosare la luce, a proteggere la privacy e a rendere più fruibili terrazzi, balconi e dehors. Può inoltre contribuire a proteggere gli arredi dall’esposizione diretta ai raggi solari e a valorizzare le facciate attraverso una migliore integrazione architettonica.
E c’è anche un ulteriore aspetto urbano da considerare: quando un edificio limita correttamente gli apporti solari estivi, non migliora soltanto il comfort di chi lo abita o lo utilizza. Riduce anche la necessità di raffrescamento meccanico spinto, e quindi contribuisce indirettamente a non aggravare il carico termico esterno. In una città già segnata dall’isola di calore, questo cambio di approccio ha un valore che va oltre il singolo edificio.
È su questo aspetto che il tema energetico incontra il design. Una schermatura ben pensata non è un’aggiunta posteriore, un accessorio evitabile: è una presenza che dialoga con il prospetto, con la luce, con l’ombra, con il carattere dell’edificio.
Le schermature solari rientrano tra le soluzioni riconosciute per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, secondo requisiti tecnici e fiscali soggetti ad aggiornamento. Ma il punto più interessante è un altro: una schermatura ben scelta non contribuisce soltanto all’efficienza energetica, migliora la qualità dell’abitare.
In estati sempre più difficili, il vero lusso non sarà raffrescare di più. Sarà riuscire a evitare il surriscaldamento prima che si manifesti, proteggere gli spazi prima che diventino invivibili, usare meno energia senza rinunciare al comfort. E in questo quadro le schermature solari tornano al centro come strumento concreto di benessere indoor, equilibrio urbano e responsabilità energetica.
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Alessandro Palazzo
Architetto, consulente energetico CasaClima. Professore Politecnico Milano e ITS Varese. Consulente tecnico presso Pronema Srl. Web communication (edilizia zero consumo, agevolazioni fiscali).
Architect, energy consultant CasaClima. Professor at Politecnico Milano and ITS Varese (Italy. Technical consultant at Ponema Srl. Web communication (zero construction consumption, tax breaks).
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