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approfondimenti
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Cinque soluzioni per migliorare il benessere abitativo e ridurre i consumi estivi

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Le strategie per limitare gli effetti dell’irraggiamento solare e favorire la dispersione del calore in eccesso nei locali abitativi.

14 luglio 2020


Newsroom | 14 luglio, 2020

Chi si occupa di realizzare costruzioni di buona qualità e ad alta efficienza sa bene che oltre al contenimento dei consumi energetici, per conseguire un buon risultato, è necessario puntare a ottenere ambienti confortevoli, soprattutto per quanto riguarda le sensazioni termiche provate dagli abitanti, durante ogni stagione dell’anno. Un principio valido sia per i nuovi edifici, sia per gli interventi previsti sugli immobili esistenti in via di risanamento e di riqualificazione energetica, ma anche per quelli oggetto di semplice ristrutturazione.
 

Durante la stagione calda le radiazioni solari che colpiscono le murature, e ancor più i serramenti finestrati, provocano il surriscaldamento delle zone interne. Un fenomeno che conosciamo tutti, spesso accompagnato da condizioni di elevata umidità e che provoca affaticamento, perdita di concentrazione, abbagliamento e, talvolta, nel peggiore dei casi, eccessiva sudorazione.
 

Quali soluzioni adottare per limitare la penetrazione dell’irraggiamento solare e favorire lo smaltimento del calore in eccesso nei nostri locali abitativi?
 

Ne possiamo individuare cinque:

  1. La capacità termica
  2. Gli impianti di ventilazione meccanica controllata
  3. Impianti di condizionamento dell’aria
  4. Il raffrescamento passivo naturale
  5. Le schermature solari
     

Questo articolo è tratto da "Abitare una casa naturale", il podcast di Pronema. Puoi leggere il testo oppure ascoltare l'episodio.

 

 

 


Soluzione 1: la capacità termica
 

Come prima cosa i principi di fisica edile affermano che le murature più pesanti, cosiddette massive, sono in grado di contenere al proprio interno maggiori quantità di calore rispetto a quelle strutture che utilizzano materiali più leggeri, anche qualora fossero degli isolanti termici. Questa proprietà di accumulo del caldo, che avviene internamente alle strutture murarie verticali, orizzontali e inclinate, si definisce capacità termica. 

Chiunque di noi ha provato quella piacevole sensazione di frescura, anche in una torrida giornata di piena estate, stando all’intero di una costruzione realizzata con spesse murature in blocchi di pietra, come ad esempio può accadere in una chiesa romanica o in un castello medievale.
Quel genere di costruzioni può infatti vantare un’elevata capacità termica, dovuta ai materiali massivi usati per la costruzione e anche, non certo da ultimo, alla scarsa presenza di aperture finestrate, che sono il nemico numero uno nei confronti del surriscaldamento dei locali.
Le nostre comuni abitazioni sono invece tipicamente realizzate con tamponamenti in mattoni forati di laterizio che, pur non essendo massivi come le pietre degli edifici storici, risultano comunque avere una sufficiente capacità di accumulare il caldo in eccesso. Ma, contrariamente alle costruzioni antiche i nostri edifici presentano, per ovvi motivi igienici, grandi superfici vetrate dove il caldo estivo può facilmente penetrare se non si adottano adeguate precauzioni.


Soluzione 2: gli impianti di ventilazione meccanica controllata
 

Si tratta di tecnologie sofisticate, dotate di sensori che monitorano i principali parametri ambientali interni, e che permettono il rinnovamento automatizzato dell’aria indoor, favorendo quindi lo smaltimento del caldo in eccesso, senza la necessità di aprire manualmente le finestre. L’installazione di questi sistemi richiede però interventi edilizi abbastanza pesanti per portare le canalizzazioni dell’aria in tutte le stanze - generalmente nascoste nei controsoffitti o sotto ai pavimenti - oltre a richiedere un luogo adeguato e acusticamente isolato, dove posizionare il macchinario che gestisce le portate d’aria.


Soluzione 3: impianti di condizionamento dell’aria


Tipicamente a split o in sistemi canalizzati, sono capaci di abbassare la temperatura dell’aria interna e il tasso di umidità, ma a costo di ingenti spese di energia elettrica. Anche in questo caso, per l'installazione è necessario prevedere una serie di interventi edili per incassare le canalizzazioni presso tutti i punti di immissione dell’aria condizionata, oltre a individuare un luogo esterno, adatto a posizionare la macchina, senza peraltro recare disturbo ai vicini.

Soluzione 4: il raffrescamento passivo naturale


Una ricetta semplice, una buona abitudine che non prevede null’altro che far circolare e ricambiare il più velocemente possibile l’aria calda interna, accumulata durante la giornata, con quella più fresca delle ore successive al tramonto, aprendo tutte le finestre e spalancando tutte le porte interne.


Favorendo il tiraggio dell’aria, si sottrae il calore che le strutture edilizie hanno accumulato durante il giorno.
 

Flussi d’aria più ingenti, possono essere facilmente indotti sia dalle correnti naturali del vento, utilizzando le aperture contrapposte dell’alloggio, sia, nelle case su più livelli, sfruttando l’effetto camino generato dalla differenza di densità dell’aria tra la parte bassa e quella più alta del volume edilizio.

È utile a tal proposito tenere in considerazione che alle alte temperature il raffrescamento evaporativo diventa, per il corpo umano, il mezzo più importante di dissipazione del calore. Infatti l’umidità presente sulla pelle, sotto forma di goccioline di sudore, evaporando, rinfresca il corpo, poiché sottrae, al corpo stesso, l’eccessiva energia termica accumulata.
Ecco che il movimento dell’aria, che ne assicura il continuo ricambio, garantisce lo smaltimento dell’umidità, che in casa, in estate, dovrebbe attestarsi attorno al 50-60%.

Quando l’aria è secca e ben ventilata l’evaporazione corporea avviene facilmente. Invece, in presenza di aria ferma e con umidità relativa elevata, le goccioline di sudore presenti sulla nostra pelle non riescono a evaporare. E così il corpo non riesce a espellere calore e la sensazione di afa e di spossatezza prende il sopravvento.
Si tratta nel caso del raffrescamento naturale, di una sana ed efficace abitudine a costo zero, che tutti noi dovremmo imparare a sfruttare meglio di quanto forse siamo abituati.

 

Soluzione 5: le schermature solari
 

Tende da sole, tapparelle, frangisole e persiane costituiscono la più efficace difesa dai raggi solari, limitano fortemente il surriscaldamento dei locali proveniente dalle finestre e dalle vetrate in genere.


Le schermature solari sono capaci di ridurre fino al 70% il fabbisogno di raffrescamento estivo. Equivale a dire che non serve più accendere i condizionatori d’aria.

Per essere effettivamente utili devono essere posizionati all’esterno delle vetrate, ovvero prima che i raggi solari possano penetrare negli ambienti innalzandone la temperatura.

I tendaggi interni invece, pur essendo dei piacevoli e irrinunciabili elementi di arredo, oltre che utilissimi strumenti per difendere la nostra privacy, non sono in grado, se non in minima parte, di ostacolare l’ingresso delle radiazioni solari e quindi di evitare le alte temperature interne.

L’utilizzo delle schermature solari sulle superfici vetrate - in concomitanza con l’utilizzo delle zanzariere per ventilare i locali nelle ore più fresche - rappresenta il metodo più efficace. Durante le ore più calde del giorno è necessario quindi chiudere le finestre di casa e utilizzare dispositivi esterni di schermatura per proteggerci dall’esposizione diretta ai raggi solari.
 

I tendaggi dotati di tessuti tecnici, insieme ai frangisole, sono sistemi indispensabili per ridurre l’incidenza dell’irraggiamento solare sulle componenti vetrate dell’involucro edilizio, evitando così che l’onda termica esterna penetri nei nostri ambienti, surriscaldandoli e rendendoli non più vivibili.
Le possibilità di movimentazione delle diverse tipologie di schermatura solare consentono sia di modulare la difesa dal sole rispetto alla sua posizione, sia di regolare l’ingresso della luce naturale durante la giornata, con lo scopo di evitare zone sempre oscurate, che ci obbligherebbero all’utilizzo dell’illuminazione artificiale.
La loro mobilità permette di disattivarle completamente nei mesi invernali, quando invece l’ingresso del sole dev’essere massimamente favorito per contribuire al riscaldamento dei locali e ridurre l’intervento del generatore termico nel raggiungere la temperatura di comfort.
 

Questi dispositivi, se posizionati in corrispondenza di vetrate non esposte a Nord, possono accedere all’Ecobonus solare, cioè alla detrazione fiscale per il risparmio energetico dedicata alle schermature solari, che permette, sia per i privati, sia per le società e le partite Iva in genere, di recuperare in 10 anni il 50% di tutte le spese sostenute, trattenendole dal versamento delle imposte statali.
 

È utile ricordare che tra le schermature solari non rientrano le pellicole solari applicate sui vetri, poiché queste non permettono di adattarsi alle variabili condizioni di visibilità, irraggiamento e temperatura che avvengono durante il susseguirsi delle stagioni e anche nell’arco di una stessa giornata e come tali le pellicole solari, non possono accedere all’Ecobonus.

Articolo di Alessandro Palazzo

​Architetto, consulente energetico CasaClima, esperto in riqualificazione energetica degli edifici. È professore presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano.

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